Dislessia, ansia da esami e …ufficio
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Categoria: Filo diretto
mar, 2, 2015

Dislessia

Cara Dottoressa le scrivo perché avrei bisogno di un consiglio. Sono la mamma di uno splendido bambino di 8 anni e da tempo ho notato le difficoltà che ha nei compiti scolastici che dovrebbe sostenere un bimbo della sua età.

Le maestre hanno sempre dato la causa delle sue difficoltà alla timidezza ma ho sempre sospettato che ci fosse qualcosa di più. La situazione si è sbloccata solo quando ho preso in mano la situazione e ho portato mio figlio da uno specialista. Da lui è arrivata la diagnosi: dislessia. Non c’è conoscenza specifica nè competenza ma io ho assolutamente bisogno di sapere come comportarmi e cosa è meglio fare per mio figlio.

Carla, una mamma di Signa

Carissima Carla capisco perfettamente la tua angoscia e comprendo quanto tu voglia fare la cosa giusta per il bene di tuo figlio, purtroppo ancora oggi non ci sono molti progetti di prevenzione per interevenire tempestivamente nei confronti della dislessia e spesso passano anni prima che si scopra. Come dicevi tu la dislessia non viene riconosciuta e le difficoltà vengono scambiate o per timidezza o, ancora peggio, per disimpegno. È necessario che ti rivolga a una logopedista che possa impostare un percorso per il tuo bambino e che possa seguire passo dopo passo le sue difficoltà e i suoi progressi. Sostienilo nelle difficoltà che incontrerà e rafforzalo nei progressi, anche se difficile non farti scoraggiare e vedrai che tuo figlio riuscirà a migliorare.

Ansia da esami

Sono Claudio, 20 anni e vivo a Grosseto. Scrivo perché ho davvero bisogno di aiuto: soffro di una forte ansia da prestazione da esame che ormai da un po’ non non mi fa più vivere, faccio l’università e devo sostenere degli esami orali.

Quando mi esercito a ripetere mi immagino davanti al professore e non riesco più ad andare avanti a spiegare le cose perché sono convinto che tanto quel che dico è sbagliato e penso sempre che gli altri, invece, siano più capaci! Questo mi porta ad evitare la situazione… l’ultima volta sono tornato a casa appena prima di essere interrogato nonostante fossi preparato ed avessi studiato! Ma ero troppo convinto di non riuscire e di non ricordare niente!

Non riesco a liberarmi di questa convinzione. Che posso fare? Consigli?

Claudio, Grosseto

Caro Claudio, il tuo è un problema importante e condiviso da tanti ragazzi della tua età: gli standard di studio attuali e l’accento posto sulla performance possono sicuramente condurre a stati di ansia come la tua. Individualmente, poi, c’è chi subisce di più la pressione e chi meno ma in generale ci sono alcune situazioni che ci mettono sotto stress. Infatti, lo stress generalmente è considerato una cosa negativa, anche se è proprio lui che ci spinge all’azione. Purtroppo in quantità eccessiva ci irrigidisce proprio come succede a te. Se questo problema non è più sostenibile, ti consiglierei di valutare l’idea di rivolgerti a un centro d’ascolto che possa aiutarti a comprendere i motivi che ti fanno essere così angosciato, in più potrebbe essere utile per te imparare delle tecniche di rilassamento e di respirazione che ti possano aiutare a calmare nel momento in cui i picchi di ansia sembrano insuperabili.

…ufficio

Sono Anna le vorrei parlare di un problema, lavoro con tre persone, una delle quali non riesco più a tollerare: parla dietro le spalle e non lavora per niente. Non solo devo fare il mio di lavoro, ma in più (siccome quando non c’è il capo dobbiamo rendere conto a lei) oltre al mio lavoro devo fare anche il suo!

Io non ce la faccio più! Il capo lo sa e continua a ripeterle di darsi da fare ed essere più seria ma lei proprio non vuole capire e finisco per fare sempre i lavori più pesanti. E’ da una settimana che mi viene quasi da piangere sul lavoro per colpa sua! Ho già le mie cose a cui pensare se poi devo stare dietro anche a lei è una tragedia! Avrei davvero bisogno di una parola di conforto.

Anna, Siena

Carissima Anna star bene sul lavoro è una cosa fondamentale per una persona: è un luogo dove si passa molto tempo, a volte, più di quello che si passa in famiglia purtroppo, quindi comprendo bene quanto possa essere difficile e pesante dover sottostare a una persona che non ti rispetta. Quello che mi viene da dirti senza conoscere le vicende in particolare è di parlare con i tuoi colleghi per coinvolgerli nel tuo disagio e direttamente con lei, dato che anche il capo a quanto pare, non riesce a farle cambiare modalità di comportamento.

 


Dott.ssa Marica Vignozzi

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