Filo Diretto
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Categoria: Filo diretto
giu, 10, 2015

Autostima e rapporto col corpo.

Buongiorno Dott.ssa, le scrivo perchè ho un grande problema che non riesco a risolvere. È da sempre che proprio non riesco ad accettare il mio corpo. Ho provato diete su diete, e alcune hanno anche funzionato per un po’, ma quei chiletti in eccesso tornano sempre! Ora si avvicina l’estate e per me mettere il costume da bagno è un incubo! Eppure lo vedo che non sono poi così grassa, ma dentro proprio non mi piaccio. Vorrei solo sentirmi libera di andare in spiaggia come fanno tutti.. che posso fare?

Giulia, Roma

Carissima Giulia, capisco la tua frustrazione e la tua voglia di sentirti libera e serena di mostrare il tuo corpo. Come dici tu, hai provato molte volte, ma quel “difetto” torna a tormentarti. Allora vorrei chiederti.. cosa si nasconde dietro al fatto di non accettare un piccolo difetto che, anche tu, trovi essere irragionevole? Forse non devi tanto concentrarti sul difetto in sè, ma su quello che rappresenta, e lavorare sulla stima e sull’accettazione di te stessa nella totalità di quello che sei. Un abbraccio.

Internet Addiction

Cara Dott.ssa, le scrivo perchè su una rivista ho sentito parlare di Internet Addiction e mi sono spaventata perchè ho paura che mio figlio di 14 anni possa soffrirne. Dopo la scuola passa tutto il giorno in casa tra computer, tablet, telefono e videogame.. troppo secondo me.. esce poco e trascura i compiti nonostante mi arrabbi molto con lui per questa cosa. Secondo lei come posso fare per capire se è solo l’età o davvero un problema?

Lucia, Venezia

Cara Lucia, la dipendenza da internet è un fenomeno che colpisce tra il 5 al 13% dei ragazzi e, come dici tu, è difficile capire la linea di confine tra abitudine e dipendenza.

Di seguito ti riporto i sintomi del disturbo: troppe ore passate davanti al computer, telefono, o console; il gioco comporta il disinteresse verso tutto, anche verso lo studio; il pensiero verso tali attività è presente tutto il giorno; la persona sembra sempre tra le nuvole; la percezione che il tempo per giocare non sia mai abbastanza; la preferenza verso il giocare piuttosto che verso l’uscire con gli altri; l’interruzione del gioco comporta irritazione; la proibizione causa agitazione; l’attività origina liti familiari. Ricorda Lucia che questi sono solo sintomi e che in sè dicono tutto e niente. È la gravità di tali eventi che deve accenderti un campanello di allarme e nel caso, se lo ritieni opportuno, il contatto di uno specialista.

Come si fa a non portarsi il lavoro in vacanza?

Salve Dott.ssa, mi chiamo Tommaso, ho 35 anni e sono dirigente di una piccola impresa. Ho una bella famiglia e, per fortuna, nonostante il periodo critico, anche il lavoro va bene e mi rende soddisfatto. Il problema è che, più passa il tempo, più ho difficoltà ad abbandonare il lavoro anche per brevi vacanze. Mi sento in ansia e non faccio che aver paura che ci siano problemi in mia assenza. Io, però, vorrei godermi il tempo libero con la mia famiglia.. cosa posso fare per staccare la testa almeno un po’?

Tommaso, Genova

Caro Tommaso, staccare la testa durante le vacanze è una cosa difficile per tutti, specie per chi come te gestisce una propria attività. Per aiutarti vorrei che provassi a chiederti questo.. cosa cambia se in vacanza pensi costantemente alla tua impresa? Forse annulli la possibilità di problematiche? O esse arrivano comunque se devono arrivare?

Quello che voglio dire è che è chiaro che in qualche modo pensarai al buon proseguimento del tuo lavoro in tua assenza e, magari, interverrai anche, se necessario, ma puoi anche concentrarti sulla tua vacanza e sulla tua famiglia godendoti a pieno il tuo tempo momento per momento poichè sai che questo non influirà sugli eventi.

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