Prendersi cura di sé con la Riflessologia Plantare
Riflessologia Plantare
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Categoria: Salute
mag, 12, 2015

Una delle parti più importanti del nostro corpo e forse quella più trascurata sono i piedi. Ma è proprio attraverso il massaggio dei piedi che si possono prevenire e curare molte patologie in tutto il corpo. Per tale motivo questo mese parleremo di Riflessologia Plantare con la Riflessologa Cristina Lupi, che da anni pratica questa tecnica.

Ci spiega nel dettaglio cosa è la Riflessologia Plantare?

La riflessologia plantare è una tecnica curativa che prende spunto dall’antica medicina tradizionale cinese, e si basa sui concetti di riflessologia ed energia. Il principio di base è quello secondo cui sulla pianta del piede si riflette ogni altra parte del nostro organismo, come se si trattasse di una specie di mappatura di ogni singolo organo interno o apparato. In termini più scientifici, si può dire che ogni zona della pianta del piede è connessa, tramite una terminazione nervosa, a una parte della colonna vertebrale, che a sua volta la mette in contatto con un organo. Di conseguenza, ogni tipo di stimolazione o manipolazione eseguita su una parte del piede si andrà a riflettere, con effetti positivi o negativi, sull’organo a essa collegato.

Più precisamente la riflessologia plantare considera il piede come lo specchio del corpo: il piede sinistro rappresenterebbe il lato sinistro, mentre il piede destro il lato destro. Le varie zone della pianta del piede sono collegate in qualche modo a organi come la vescica, i reni o i polmoni, mentre l’alluce sarebbe legato alla testa e al cervello e il mignolo ai seni paranasali. La riflessologia plantare tende al miglioramento in tre ambiti principali: congestione, infiammazione e tensione. L’obiettivo è quello di eliminare gradualmente, durante le sedute, queste condizioni spesso interconnesse, riuscendo a ripristinare l’equilibrio del corpo.

Come viene applicata la stimolazione e la pressione sul piede?

Il massaggio di riflessologia plantare viene eseguito con il dito pollice che eserciterà una pressione o una frizione. La pressione deve essere effettuata in modo energico, ma senza provocare solletico o superare la soglia del dolore della persona. Le prime stimolazioni che il riflessologo effettua hanno lo scopo di “depurare” l’organismo, allentando la tensione nervosa; ciò dovrebbe avere benefici effetti sulla diuresi, sulla motilità gastrointestinale e sulla respirazione. In seguito, ci si concentrerà su quegli organi che sono interessati dal processo patologico e che si intende curare. È necessario anche seguire l’orientamento dell’energia presente nel corpo umano, quindi conviene seguire schemi e diagrammi, ricordando ad esempio che un massaggio nel verso orario favorisce le funzioni intestinali altrimenti le inibisce. Solitamente sono necessarie almeno 6-8 sedute per riscontrare dei benefici.

Su quali principi si fonda la pratica?

Prima di tutto si fonda sul principio della stimolazione nervosa, basata sulla relazione fra le terminazioni dei nervi presenti nelle zone riflesse ed il punto in cui è presente il dolore. La pressione sulla zona riflessa ha quindi il compito di inviare comunicazioni al cervello, stimolandolo ad intervenire sul problema riscontrato. Poi si concentra sul rilascio ormonale, poiché stimolando le zone riflesse possiamo indurre il nostro cervello a rilasciare ormoni importanti per il nostro benessere come le endorfine. Non dimentichiamo inoltre che attraverso il massaggio viene stimolato anche il sistema sanguigno e quello linfatico, con effetti assolutamente benefici. Infine sono da prendere in considerazione anche le variabili psicologiche, spiegabili con la grande importanza che la mente riveste per l’esordio di disturbi fisici, e riscontrabili nel benessere e nel rilassamento, e quindi ad una diminuzione dello stress, dati da questa pratica. Pur non essendo certo una panacea universale, la riflessologia plantare viene impiegata per trattare una vasta gamma di malanni comuni, tra i quali i dolori alla schiena, la lombalgia e la sciatalgia, i problemi digestivi e mestruali, l’emicrania e per ridurre gli effetti negativi dovuti allo stress.

La pratica della Riflessologia Plantare è da considerarsi un’alternativa alla medicina tradizionale?

Assolutamente no. Deve piuttosto essere considerata come terapia complementare piuttosto che come terapia alternativa. Nel nostro Paese non esiste un inquadramento legislativo relativo alla riflessologia plantare; sul territorio nazionale sono presenti vari corsi di riflessologia plantare e per esercitare l’attività di riflessologo è necessario attenersi ai principi del codice deontologico dell’Associazione Italiana di Medicina Olistica (A.I.M.O.) che sanciscono che l’operatore che pratica la riflessologia plantare non può né formulare diagnosi né prescrivere farmaci o terapie.

Allora per quale motivo sottoporsi a tale pratica?

I piedi sono una struttura delicata, preziosa, fondamentale per una buona qualità della vita, che viene sottoposta a inevitabile sovraccarico quotidiano. Meritano quindi di essere oggetto di attenzione e di venir trattati con cura. L’esistenza di reazioni riflesse a un contatto è non solo oggetto di segnalazioni attendibili da parte di medici, ma esperienza banale molto comune. Un bel bagno caldo e un buon massaggio ai piedi sono sempre seguiti da una sensazione molto piacevole e rilassante.

 

Lisa Ribechini

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