Psicologia Dello Sport
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Categoria: Gocce di
mag, 12, 2015

Curiosità: in Italia la psicologia dello sport è ancora poco conosciuta e applicata anche se piano piano le persone sono più sensibili a questo tipo di “allenamento” sportivo. All’estero sono davvero tanti gli sportivi che completano la propria preparazione fisica con l’allenamento mentale. Se pensiamo ad esempio a uno dei più grandi giocatori di basket di tutti i tempi, Micheal Jordan, è lui stesso un Mental Coach .

Vediamola un po’ più nel dettaglio.. La Psicologia dello Sport è una disciplina relativamente giovane che rientra nel ramo della psicologia applicata.. Essa studia il comportamento umano ed i processi psichici nell’influenza reciproca tra attività sportiva e sviluppo psicofisico; il suo scopo è quello di aiutare l’atleta o la squadra a raggiungere la prestazione ottimale allenanando le capacità mentali insieme alle capacità fisiche.

Il mental training consente di completare la preparazione degli sportivi, integrando l’allenamento fisico e la preparazione tecnica, con la preparazione mentale che consente di raggiungere la propria prestazione ottimale riducendo le difficoltà come ansia, calo di attenzione, di concentrazione o altre problematiche che possono gradualmente incidere sulla salute e sulla performance dell’atleta; questo tipo di allenamento rinforza, infatti, sia la performance, ma allo stesso tempo, il benessere, ridimensionando situazioni di blocco che causano una grande differenza tra prestazione in allenamento e prestazione in gara.

Le principali aree di intervento sono:

  • benessere e salute all’interno della disciplina sportiva praticata, (educando a stili di vita attiva, sviluppando o rafforzando la cura di sè);
  • area relazionale, dinamiche di gruppo e rapporti tra le varie figure in campo (società, allenatore, tecnici, genitori ecc);
  • sostegno motivazionale e sviluppo dell’autonomia, costruzione di obiettivi;
  • processi di autoregolazione ed attivazione (ad esempio gestione dell’attivazione, con la giusta fluttuazione nelle varie fasi di gara, gestione dell’ansia ecc.);
  • processi cognitivi coinvolti nell’apprendimento e nel controllo delle abilità motorie/sportive (ad esempio gestione di attenzione e concentrazione);
  • ottimizzazione della prestazione in generale (mental training);
  • prevenzione di drop-out, overtraining e burnout;
  • gestione del dolore e dell’infortunio;
  • handicap e disabilità (favorire l’inserimento in contesti sportivi anche persone con problematiche sociali o fisiche specifiche aiutandole a intrecciare le potenzialità di alcuni sport con i propri bisogni attuali, in modo da creare nuove occasioni favorevoli per la sperimentazione graduale di parti di sé meno esplorate).

È rivolto a agli atleti e alle squadre (infanzia, settore giovanile, agonismo, fine carriera ecc) e alle altre figure coinvolte (allenatori, società sportive, genitori).

 

Marica Vignozzi

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