Qualità di Vita e Benessere: i 14 fondamentali della Felicità
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Categoria: Parliamo di
giu, 10, 2015

Quando qualcuno ci chiede come stiamo, sia esso il medico, un amico o un genitore, le nostre risposte immediate sono solitamente due: “bene” o “male”. Dentro queste 4 lettere, in realtà, stiamo sintetizzando una condizione ben più ampia, il nostro stato di benessere, il nostro umore, le condizioni fisiche, la qualità della nostra vita.

Il termine Qualità della Vita(Qdv) è entrato sempre più a far parte della nostra società e quotidianità. Se prima questo concetto era più collegato allo sviluppo industriale ed economico e quindi ad aspetti più materiali, oggi si riferisce invece al benessere ed alla felicità personale e le viene attribuita sempre più importanza ed attenzione. Tale costrutto si colloca all’interno di un ambito disciplinare e di ricerca specifico, quello della Psicologia della Salute, che si occupa dello studio dei fattori cognitivi, affettivo – emotivi, psicosociali, comportamentali e culturali che sono all’origine dello stato di salute delle persone (salutogenesi) e della promozione e mantenimento della salute secondo una prospettiva biopsicosociale. La salute non è quindi uno stato di assenza di malattia ma bensì un equilibrio tra le varie sfere di vita della persona, dal punto di vista psicologico, biologico e sociale (OMS, 1948).

Il concetto di QdV ha origini lontane. Epicuro, nel IV secolo a. C. scriveva: “Una salda conoscenza dei bisogni inclina a ricondurre ogni assenso o diniego al benessere del corpo ed alla piena serenità dell’animo, poiché questo è il fine della vita felice. A questo fine noi rivolgiamo ogni nostra azione, per allontanarci dalla sofferenza e dall’apprensione”.

Attualmente possiamo definire la QdV come la percezione che le persone hanno della propria collocazione nella vita, in riferimento al contesto culturale, al proprio sistema di valori, ai propri obiettivi, aspettative ed interessi. Si riferisce quindi allo stato di salute fisico e psicologico di ogni singolo individuo, al livello di indipendenza, alle relazioni sociali, alle credenze personali, al rapporto con le caratteristiche del proprio ambiente di vita, all’autodeterminazione, all’autonomia e alla possibilità di scelta, ma anche alla qualità dell’ambiente residenziale, al supporto ricevuto dai servizi e ad alcuni aspetti demografici e sociali. Un insieme di caratteristiche soggettive e oggettive che cambiano da persona a persona, da cultura a cultura e da prospettiva a prospettiva. Anche in condizioni di disagio psicologico, di malattia fisica o di indigenza ambientale può essere sempre mantenuta una certa QdV : ognuno nella propria particolare situazione esistenziale può trovare la sua armonia e il suo equilibrio.

Detto ciò… è possibile migliorare la nostra Qualità di Vita?

La risposta è ovviamente affermativa. Fordyce, un autore che ha dato un grande contributo allo studio della QdV, negli anni ‘70 ha messo a punto, partendo dai suoi studi sperimentali, un programma per “favorire e aumentare” il benessere, denominato “I 14 fondamentali della felicità”.

Se abbiamo voglia di metterci in gioco potremmo fare una ics (x) per ogni punto che ci indica un aspetto della nostra vita in cui crediamo di essere soddisfatti e felici per provare poi a migliorare e cambiare quegli aspetti riguardanti invece i punti che non abbiamo crocettato. Ecco i 14 punti:

  1. Essere più attivi e tenersi occupati: dedicarsi ad attività piacevoli, fare, agire, investire energia in esperienze nuove incrementa i sentimenti positivi;
  2. Passare più tempo socializzando: le persone più soddisfatte e felici hanno una buona vita sociale;
  3. Essere produttivi svolgendo attività che abbiano significato: il dedicarsi ad attività significative e produttive cercando di raggiungere obiettivi e mete favorisce la soddisfazione personale;
  4. Organizzarsi meglio e pianificare le cose: cercare di organizzare al meglio i propri compiti ogni giorno, sia a breve termine che a lungo termine e non “procrastinare”, in quanto l’efficienza personale aiuta la soddisfazione;
  5. Smettere di preoccuparsi: ovvero analizzare bene l’utilità delle nostre preoccupazioni, metterle in discussione per dedicare invece più tempo ad agire per essere felici;
  6. Ridimensionare le proprie aspettative e aspirazioni: quelle difficilmente realizzabili o poco realistiche portano a frustrazione e delusione, al contrario ricercare quelle più adatte alle nostre risorse e potenzialità, che diventeranno così più probabili da realizzare, aumenta i livelli di soddisfazione e di felicità;
  7. Sviluppare pensieri ottimistici e positivi: il pensiero positivo e l’ottimismo invogliano a mettersi in gioco e ad agire, favorendo così la possibilità di realizzare i propri obiettivi;
  8. Essere orientati al presente: pensare troppo al passato o al futuro, sia in positivo che in negativo, allontana dalle nostre risorse attuali limitando la soddisfazione, è necessario stare invece più sul qui e ora, aiutandosi per esempio con la meditazione;
  9. Lavorare ad una sana personalità: accettare noi stessi per quello che siamo, sia con pregi che con difetti e nel caso lavorare su aspetti di noi che non ci soddisfano, questo favorisce una buona immagine di sé;
  10. Sviluppare una personalità socievole: il dedicarsi molto alle relazioni sociali e incontrare persone che ci rinforzano positivamente, anche se si è un po’ timidi, aiuta comunque la propria autostima;
  11. Essere se stessi: essere autentici e non “modificarsi” per piacere agli altri, in quanto questo genera ansia nelle relazioni interpersonali, il cambiamento lo si attua se lo desideriamo per noi stessi;
  12. Eliminare sentimenti negativi e problemi: se vi è un disagio psicologico sottostante o un livello di sofferenza particolare, considerare di iniziare prima un percorso psicologico e/o psicoterapeutico su di sé;
  13. I rapporti intimi sono la fonte principale di felicità: è importante però che queste relazioni, soprattutto quella coniugale, sia basata sul piacere e non sul bisogno di colmare un proprio stato emotivo, altrimenti si crea solo una dipendenza dall’altro;
  14. Considerare la felicità la priorità numero 1: è il presupposto per cercare di migliorare la propria qualità di vita e raggiungere un soddisfacente stato di benessere.

Quindi? Quante spunte hai fatto? Come puoi agire per provare ad essere più “felice”?

Perché è importante ricordare che la felicità non va inseguita, ma bensì creata.

 

Dott.ssa Lisa Ribechini

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