Scegliere il Proprio Futuro: l’Orientamento Scolastico
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Categoria: Scuola
lug, 9, 2015

In questo numero di Agorà Giornale Telemetico ci occuperemo di Orientamento Scolastico con la Dott.ssa in Psicologia Bianca Rossi, esperta in questo campo.

Forse non tutti ci ricordiamo come eravamo in terza media, se eravamo più o meno confusi riguardo a cosa fare del nostro futuro, in particolare quale Scuola Superiore scegliere, se i nostri genitori ci hanno consigliato o esortato, per non dire a volte obbligato, a scegliere la scuola che secondo loro era più adatta a noi.

Ad oggi i ragazzi in terza media si trovano a fare una scelta tra molti più indirizzi e molte più offerte scolastiche rispetto a quelle che c’erano 10-15 anni fa, in particolare dall’anno scolastico 2010/2011 con la nuova riforma del secondo ciclo di istruzione scolastica.

Ecco perchè nel tempo è stato sempre più importante poter offrire agli alunni una adeguata informazione e formazione sulle possibilità presenti sul territorio appena varcata la soglia delle Scuole Medie e sui possibili indirizzi delle Scuole Superiori. Sentiamo perciò parlare sempre di più di orientamento scolastico.

Da un punto di vista etimologico il termine orientamento deriva dal latino oriens, participio presente del verbo orior, che significa “oriente, che sorge“. Già nell’antichità quindi questo termine faceva riferimento ad un punto cardinale nello spazio utilizzato per orientarsi e trovare la via corretta. Oggi il termine orientamento lo utilizziamo come sinonimo di indicazione, guida e aiuto che ci farà raggiungere una meta, scolastica o professionale/lavorativa, attraverso una serie di strumenti e informazioni che ci aiuteranno a scegliere la strada giusta per raggiungere i nostri obiettivi, quella strada fatta apposta per ciascuno noi.

L’orientamento scolastico, che indicativamente comprende gli alunni da 11 a 18 anni circa, possiamo suddividerlo in orientamento informativo e formativo. Il primo è quel tipo di orientamento che, in terza media, mira a far conoscere al ragazzo quelli che sono i diritti e doveri di ciascun alunno che si trova a finire la Scuola Media; qual è l’offerta formativa prevista per l’inizio del suo primo anno di superiori, cercando di fornire un ventaglio di opportunità e descrivendo le caratteristiche di ogni indirizzo, sia esso liceo, istituto tecnico o professionale e cercando di sfatare alcune credenze o leggende metropolitane che spesso vengono erroneamente raccontate. Alla fine del percorso delle Scuole Superiori invece l’attenzione sarà rivolta a cosa offre il mondo dopo i 18 anni, quindi l’offerta formativa universitaria, corsi di formazione professionale o il mondo del lavoro (orientamento professionale).

Il secondo tipo di orientamento, quello di tipo formativo, è invece quel particolare tipo di percorso che prevede di far concentrare l’alunno su quali siano le propre capacità, competenze, attitudini e, da non dimenticare, le proprie preferenze. Una frase che mi piace dire ai ragazzi è che “Possiamo andare molto bene in matematica ma non per forza questo tipo di materia ci piace o è la nostra preferita”. Avere buoni voti in una materia e avere piacere a studiarla sono due cose distinte, che non sempre però vengono separate quando ci avviciamo a dover fare una scelta e quindi prendere una decisione. È bene quindi che il ragazzo abbia la possibilità, il tempo e l’aiuto per poter pensare a questi input di riflessione. Cerchiamo quindi di andare ad analizzare in modo critico quali siano le aspettative del futuro, i propri punti di forza e debolezza, distingure cosa mi piace fare da cosa non mi piace fare, riferito alla scuola ma anche alla vita di tutti i giorni perchè, anche se potrà non sembrare così, alcune attività extrascolastiche sono più o meno affini ad alcuni tipi di scuola ed è bene analizzare anche questi aspetti! Dovremmo avere la possibilità di partecipare ad un orientamento formativo il più continuativo possibile, per aiutarci a non dimenticare per troppo tempo chi siamo, cosa ci diverte e cosa al contrario ci annoia. Molto spesso anche solo rispondere alla semplice domanda “cosa ti piace fare?”, se non ce lo siamo domandati per troppo tempo o abbiamo fatto per troppo tempo qualcosa che in realtà non ci piaceva molto, è molto difficile. Nessuno ci conosce meglio di noi stessi, e per questo dovremmo cercare di ascoltarci un po’ di più.

Mi piace ricordare ai genitori che il momento della scelta della scuola superiore è un momento molto importante per il figlio ma anche per il genitore stesso. Il ragazzo per la prima volta si troverà da solo davanti ad una scelta, non perchè non supportato o accompagnato dai propri genitori, ma perchè dovrà essere lui a scegliere in base alle proprie preferenze e caratteristiche. Questo è un momento che può spaventare e preoccupare sia il genitore che il ragazzo quindi non c’è modo migliore che affrontarlo insieme accompagnando il figlio alle fiere dell’orientamento o agli open day delle scuole di suo interesse. E‘ fondamentale per il figlio sentire l’appoggio dei genitori ed è importante per quest’ultimi sentirsi liberi di porter dare die suggerimenti. Alla fine sarà il ragazzo stesso che, grazie alla sua curiosità, si sarà informato e avrà ascoltato tutti i consigli die genitori, dei parenti e degli amici e avrà cercato di mandare via più dubbi possibile per fare la scelta migliore per sè e per il proprio futuro.

Ai ragazzi dico: ¨Siate curiosi, di tutto ciò che vi circonda, di tutto ciò che non vi torna, di cui sapete poco o non a sufficienza, andate, esplorate, guardate e ascoltate, gli altri e voi stessi. Questo è un buon punto di partenza per iniziare a capire in che direzione vi porterà la vostra strada, da che parte è l’oriente per poter proseguire il cammino nella giusta direzione¨.

Bianca Rossi

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