Scuola di Ieri ti presento la Scuola di Oggi
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Categoria: Scuola
mar, 2, 2015

Allievo: “Maestro non so quale sia la mia strada, puoi indicarmela?”

Maestro: “La tua strada è ogni strada che hai percorso, che stai percorrendo e che percorrerai”

Allievo: “Si maestro, ma come faccio a sapere se è la strada giusta?”

Maestro: “Sai che la strada è quella giusta perché è quella che stai già percorrendo…”

Allievo: “Mi vuoi dire che non posso sbagliare?”

Maestro: “Esatto, non puoi sbagliare

La Scuola, fino a pochi anni fa, era dominata dal modello dell’insegnante severo e saccente che attraverso metodi non sempre ortodossi e con l’ausilio di libri di testo antichi ed immutabili, insegnava agli alunni le nozioni fondamentali della matematica e della letteratura, della geometria e della storia. La relazione insegnante-alunno era strutturata sull’autorità del primo e sul terrore del secondo, di ricevere punizioni ed essere bocciato alla fine dell’anno scolastico. Oggi tale quadro risulta assolutamente non attuabile. Nell’epoca della digitalizzazione e del wi-fi, del mondo alla portata di un click, Socrate ha perso la battaglia con Google e il ruolo dell’insegnate ha inevitabilmente cambiato aspetto, non più detentore di una sapere assoluto, perché alla portata di tutti nel tempo brevissimo di un search su un browser qualsiasi, ma bensì un maestro di vita e di relazioni, un dialogatore, uno stimolatore di competenze, un mentore formatore di cittadini consapevoli ed attivi, investito di una certa responsabilità pubblica e sociale.

Mica poco.

La classe diventa quindi auspicabilmente una comunità di apprendimento, e cambiando l’idea di scuola, cambia inevitabilmente anche quella di insegnante. Il fulcro dell’educazione dovrebbe tendere all’espressione della libertà per favorire così lo sviluppo spontaneo della personalità di ogni individuo; gli obiettivi dell’educazione, più che dell’insegnamento, diventano così la conquista dell’autonomia e dell’autocoscienza, perché ogni bambino diventi un adolescente ed un adulto consapevole, a cui è stato insegnato ad imparare.

In un’epoca altamente diseducativa, improntata sulla superficialità e sull’isolamento prodotto dalle alienanti connessioni continue tra noi e gli altri, che esalta oltremodo l’apparenza a scapito dei contenuti, occorre che l’insegnamento si evolva. Qualsiasi bambino si sente valorizzato quando viene sinceramente compreso e quando gli adulti di riferimento, tra i quali oggi più che mai gli insegnanti, si interessano a lui. Indispensabile è inoltre aver fiducia nella capacità di ogni allievo creando le opportunità per attivare un processo di ricerca libero che faciliti il cammino verso l’autorealizzazione. L’insegnante è l’animatore che agevola e sollecita le occasioni di apprendimento. Non più informatore ma bensì formatore.

Per questi motivi ogni mese intervisteremo dei maestri o professori appartenenti a diverse scuole, da quelle dell’infanzia alle Università, e affronteremo insieme a loro le tematiche dell’educazione e dell’insegnamento.

Per una generazione figlia della “crisi” e dell’insicurezza, bisognosa di protezione, madre di ragazzi spesso tristi e colpiti da una disarmante analfabetizzazione emotiva, occorre che la Scuola sia promotrice di Vita, aiutandoli ad andare oltre la loro quotidiana passività di spettatori televisivi. Una scuola “viva” fa “vivere”. Una Scuola che punta sulla qualità delle relazioni e sul prendersi cura dell’alunno, ascoltandolo, accompagnandolo, dedicandogli attenzioni, tenerezze, empatia e mostrandogli disponibilità.

Allievo: “Ma allora come mai mi sembra di avere commesso tanti errori?”

Maestro: “Semplicemente perché li hai commessi!”

Allievo: “Maestro non ti capisco, come faccio a non sbagliare e a commettere errori allo stesso tempo?”

Maestro: “Vedi caro, tu credi che un errore sia sbagliato…ma un errore è solo un errore così come la strada è solo la strada. Gli errori, come li chiami tu, sono solo indicazioni, così come lo sono la gioia e il dolore. La strada non è quella che percorri ma è quello che decidi di fare di quello che incontri…”

 

Un buon insegnante……

è gentile,

è generoso,

ti ascolta,

ti incoraggia,

ha fede in te,

sa mantenere il segreto,

ama insegnare ai ragazzi,

ama le materie che insegna,

impiega tutto il tempo necessario per spiegarti le cose,

ti aiuta quando sei in difficoltà,

ti dice come vai,

ti lascia parlare,

non ti trascura,

tiene conto delle tue opinioni,

ti fa sentire bravo,

tratta tutti in modo giusto,

ti difende,

ti dà credito,

dice la verità,

sa perdonare.

(descrizioni di alunni di tredici anni, da una ricerca della Hay McBer commissionata dal Ministero inglese dell’Istruzione e del Lavoro)


Dott.ssa Lisa Ribechini

 

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