Sobrino de Botin, il ristorante più antico al mondo.
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Categoria: Ristorazione
mar, 9, 2015

Questa rubrica è centrata sul mondo della ristorazione, che in questi decenni è cambiato, sposando una ristorazione diversa da quella tradizionale capace di soddisfare ogni bisogno di tipo nutrizionale. Basti pensare, a seconda dell’epoca storica e del contesto geografico come la qualità di un semplice alimento quale il pane bastasse a distinguere la tavola di uomo di città da quello di uno di campagna.

Nella società di oggi, si ha la possibilità di scegliere il cibo a secondo delle diverse occasioni di consumo, di come nutrirsi dato che si hanno a disposizione svariate alternative. Ci sono individui che prestano poca attenzione a ciò che mangiano perché per diversi motivi lo fanno nel minor tempo possibile a meno che non ci siano determinati scopi come : affari amore divertimento, allora si concedono la risorsa più preziosa di oggi : il tempo.

In questa rubrica si parla di dove si può gustare, in un locale, un semplice cibo nella pausa pranzo o gustare una ricca pietanza in un determinato luogo per poterlo assaporare con tranquillità o consumare cibo in un punto di ristoro da soli o con amici.

Questo mese abbiamo pensato di dedicarlo al più antico ristorante d’Europa tutt’ora in esercizio.

Secondo il Guinness dei Primati è il Sobrino de Botin a Madrid.

Nasce prima come osteria per viandanti nel 1590, intorno al 1630 un giovane cuoco francese Jean Botin la rilevò e in quel periodo fu conosciuta per la sua ospitalità. Nel 1725 il nipote di Botin decise di ristrutturare l’osteria lasciando il camino in pietra, ancor oggi funzionante. In questo ristorante si narra che “un certo” Francisco Goya appena diciannovenne lavorò come lavapiatti.

Il Sobrino de Botin è famoso per la sua cucina castigliana, in particolar modo per le sue specialità: cochinillo asado (maialino di latte al forno) da gustare con i piatti tipici spagnoli come il gazpacho o la zuppa d’aglio e l’agnello con le patate arrosto. Sia il maialino che l’agnello vengono cotti nell’antico forno. Si può ,inoltre, assaggiare i prosciutti iberici, il lomo (maiale) e il chorizo (salsiccia piccante) accompagnati con del buon vino della casa.

Concludiamo con una frase di Seneca:

“Mi piace il cibo che non debbano elaborare e sorvegliare stuoli di servi , non ordinato molti giorni prima né servito dalle mani di molti, ma facile a reperirsi e semplice , un cibo che non ha nulla di ricercato o prezioso…non oneroso per il patrimonio né per il corpo…..”


Alessandra Zanardi

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