Stili di vita, alimentazione e intolleranze alimentari: la celiachia e la guten sensivity.
cereali
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Categoria: Benessere
mag, 12, 2015

Nella nostra vita quotidiana abbiamo sperimentato che, pur presentando sintomi riconducibili ad ipotetiche allergie o presunte intolleranze alimentari, in sede di diagnosi non si evidenzia alcuna patologia o reali cause scatenanti.

Cosa fare allora quando, soprattutto in alcuni periodi dell’anno (primavera ed autunno in particolar modo) ci sentiamo affaticati, presentiamo tensioni addominali, digestione rallentata e feci irregolari? Dopo una bella chiacchierata con il nostro medico di fiducia e, dopo aver escluso qualsiasi patologia specifica, possiamo cercare nella nostra alimentazione e nei nostri stili di vita possibili cause scatenanti.

In campo scientifico si discute molto sulle possibili cause dell’aumento delle allergie alimentari e il mondo dei nutrizionisti si avvale spesso di tesi che attribuiscono tali cambiamenti all’impiego indiscriminato di pesticidi, al cibo di scarsa qualità che spesso ingeriamo per motivi di rapidità e stress ecc…

Tra le intolleranze alimentari, la celiachia si conferma ai primi posti nel panorama odierno e merita perciò una riflessione più approfondita, non tanto nella sua forma conclamata, quanto nelle manifestazioni subcliniche definite “sensibilità al glutine” o gluten sensivity.

Per comprendere meglio i meccanismi che stanno alla base di questi fenomeni dobbiamo tracciare un breve quadro fisio-anatomico.

In condizioni di normalità le cellule che compongono la nostra parete addominale (gli enterociti), sono saldamente legate l’una all’altra, così da creare una barriera, una fitta rete di maglie che permette un passaggio selettivo di nutrienti e sostanze utili al nostro organismo.

Alimentazione e stili di vita condizionano tale selettività e sono responsabili spesso del passaggio dal lume intestinale al circolo sanguigno di tossine e/o di sostanze tossiche o comunque indesiderate.

A questo punto il sistema linfatico ed il fegato si attivano per eliminare gli intrusi; si attiva il sistema immunitario, richiamato dalla spropositata esposizione agli antigeni che scatena una risposta infiammatoria a carico della mucosa intestinale. La mucosa infiammata manifesta l’effetto tossico con il danneggiamento o la distruzione dei villi intestinali responsabili della capacità assorbente e filtrante del nostro intestino tenue. Entriamo così nel circolo vizioso che ci porta a perpetuare il disturbo acquisito. Questo meccanismo sta alla base di tutte le intolleranze alimentari e, per quanto riguarda la celiachia, il processo infiammatorio a carico dell’intestino tenue è regolato da una reazione autoimmune al glutine, un complesso proteico presente in vari cereali, tra cui il frumento, l’orzo, la segale, il farro.

In base alla modalità della manifestazione clinica, si distinguono diversi stadi della malattia celiaca, dalle forme più gravi , che presentano malassorbimento, perdita di peso, vomito, diarrea cronica, crampi e arresto della crescita, alle forme più lievi che facilmente possono essere confuse per una sindrome da colon irritabile (gonfiore addominale post prandiale, coliche, presenza di gas intestinali, difficoltà digestive accompagnate da nausea, dolori muscolari e mal di testa).

L’unica terapia possibile ad oggi, in entrambe i casi, è l’adozione di uno stile alimentare che escluda l’utilizzo di alimenti che contengano il glutine, quindi dei cereali.

Nelle forme subcliniche lo stile di vita da adottare potrebbe essere l’adozione di un regime dietetico transitorio privo di glutine.

In generale infatti, a causa del massiccio utilizzo di farine in tutti i campi, pensiamo a pasta, pizza, dolci, il consiglio rimane importante per tutta la popolazione: adottare un regime alimentare che preveda l’utilizzo di cereali integrali, dove il glutine è molto meno aggressivo, e scegliere uno stile dietetico orientato maggiormente verso il consumo di legumi, frutta e verdura.

Tutti abbiamo bisogno di periodi di disintossicazione e questo è il momento propizio per affrontare il cambiamento di stagione e prepararci all’estate, momento in cui la natura ci regala frutta e verdura d’ogni genere. Al di là quindi di essere soggetti più o meno predisposti alla patologia celiaca ( ricordo che in Italia si stima che ne sia affetto un soggetto ogni 100 ), ricordiamoci che la prevenzione avviene anche a tavola e che il nostro intestino ha bisogno di cura e attenzione, poiché è il nostro “secondo cervello”.

 

A cura della Dott.ssa Anna Cudin, Specialista in Scienze Alimentari

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