Voleva sposarsi 100 volte. Si ferma a 92
Matrimonio Indiano
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Categoria: Curiosità
mag, 12, 2015

Il matrimonio. C’è chi lo ripudia e chi, invece, lo desidera talmente tanto da farlo diventare la propria ragione di vita. Il protagonista della curiosità pazza dal mondo di questo numero è un signore indiano, che aveva un sogno a dir poco particolare. Raccontiamo la sua storia…

Nella sua vita ha collezionato ben 92 matrimoni non riuscendo però a esaudire il suo desiderio di arrivare, udite udite, a 100. A fermare l’uomo, un indiano di 82 anni, è stata una banale scivolata nella vasca che lo ha accidentalmente ucciso. Udayanath Dakhshinray abitava nel villaggio di Orali, nello Stato centro-meridionale indiano dell’Orissa. Ricco proprietario terriero, per Udayanath recarsi all’altare 100 volte era diventata una vera e propria fissazione.

Poiché negli ultimi anni non riusciva a trovare mogli tra le donne del suo villaggio prima e del suo Stato dopo, ha cominciato a sposare anche donne degli Stati vicini del Bihar, Madhya Pradesh e West Bengal. Non lo aveva fermato neanche una paralisi ad un lato del corpo.

Secondo la storia raccontata dai suoi vicini del villaggio, la prima moglie di Dakhshinray lo aveva abbandonato alcuni giorni dopo il matrimonio. Secondo la legge indiana, questo dà la possibilità all’uomo di sposarsi un’altra volta, e così il nostro uomo si è recato all’altare una seconda volta. Da questa esperienza è nato il singolare desiderio di sposarsi quante più volte avrebbe potuto, un desiderio che è poi diventata l’ambizione di segnare un record del Mondo. Inizialmente, andava a cercare ragazze dalle famiglie povere dai villaggi vicini del distretto di Keonjhar dove viveva. La “tattica” era semplice: pochi mesi dopo il matrimonio, Dakhshinray offriva una buona somma di denaro all’ultima moglie per convincerla ad abbandonarlo, dopodiché andava di nuovo alla caccia di una nuova ragazza da sposare. Alcune delle sue mogli, però, hanno preferito rimanere e non lasciarlo, rifiutando i soldi e soprattutto accettando il fatto che il marito avrebbe portato a casa altre mogli. Questo perché in India per una donna abbandonata o divorziata non è facile rifarsi una vita.

La sua novantaduesima e ultima moglie Dakhshinray l’aveva sposata dieci anni fa.

Dakhshinray, all’inizio di questa avventura, viveva in condizioni di agiatezza, possedeva un ingente somma di denaro e diversi acri di terreno coltivati. A causa però di questo suo strambo desiderio si dice che alla sua morte fosse rimasto con pochissimi soldi e con soltanto 200 acri di terra coltivabile.

Che dire. Chissà se Dakhshinray si è sentito più felice a raggiungere, quasi, il suo obiettivo o più triste a perdere ogni avere materiale. A ognuno di voi l’ardua sentenza.

 

Paolo Mazzantini

 

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